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29 agosto 2010
Potrà sembrare ripetitivo, ma questa pista riesce a regalare sempre belle emozioni; sarà per la sua conformazione, sarà per la costante imprevedibilità meteorologica. Una pista alla vecchia maniera, dove non si ha l'idea di vedere le vetture girare in un grande parcheggio, impegnativa, selettiva, in grado di non dare mai un risultato scontato e dove l'imprevisto è sempre dietro l’angolo.
Lewis Hamilton
Insieme a Jenson Button, è l'unico a migliorare nel finale il suo tempo in qualifica quando le condizioni si stavano facendo difficili. In gara sfrutta l'occasione regalatagli da Webber e prende la testa della corsa che non molla più, creandosi un divario di una decina di secondi che solo la safety car gli annulla nel finale. Torna in testa al campionato grazie ad una McLaren che non soffre più dei problemi visti in Germania e in Ungheria, forse risolti intervenendo nella famigerata zona degli scarichi o forse perché è la pista di Spa a favorire la monoposto di Woking.
Fernando Alonso
Imposta il suo weekend sulle previsioni meteo (che ancora una volta si dimostrano una scienza tutt’altro che esatta) e scommette sull'assetto da bagnato. Una scelta che in genere viene fatta quando si è indietro con le prestazioni e il gap è colmabile solo con l'azzardo. Ma in questa gara gli azzardi alla Ferrari non funzionano, se si pensa al tentativo di recuperare dalle ultime posizioni montando le intermedie dopo il tamponamento subìto al primo giro e dal quale la macchina esce miracolosamente intatta. La gara a quel punto è compromessa e nel finale arriva un altro errore, da aggiungere a quelli già visti in questa stagione, proprio nelle condizioni di bagnato che in teoria avrebbero dovuto favorirlo. Non perde una vittoria, ma a quel punto della corsa solo una manciata di punti. Ma a far riflettere non è tanto il testacoda, quanto le scelte strategiche del team, pensando ai progressi tecnici fatti nelle precedenti gare e a quelli promessi con le nuove soluzioni portate in pista a Spa. Più regolare Felipe Massa, ma sul suo volto c'è una costante tristezza da un po' di tempo.
Mercedes
Finiscono nei punti dopo una partenza nelle retrovie; non male, tutto sommato, come Petrov del resto. Però davanti alle telecamere, sia in qualifica che in gara Michael Schumacher perde in velocità il confronto con Sutil, cosa che potrebbe far pensare ad un assetto più carico adatto a condizioni di asfalto bagnato. Ma quando la pista si bagna per davvero, si fa infilare da Rosberg e non riesce più a riprendere la posizione. E menomale che era considerato il mago della pioggia.
Vitantonio Liuzzi
Un anno fa la Force India aveva stupito tutti a Spa, ma quest'anno se inquadravano una monoposto bianca verde e arancione in difficoltà era la sua. Si lamenta sempre di qualcosa, questa volta è il turno del montaggio dell'F-Duct. Se Sutil gli è sempre davanti, non può essere solo questione di sfortuna. Vediamo come concluderà la stagione ma non sorprenderebbe vederlo nel 2011 ricoprire nuovamente il ruolo di "portavoce" della Force India solo per Stella Bruno.
L'angolo degli orrori
Questa settimana: Sebastian Vettel
Sembra il re del mondo quando è in testa alla prima curva, ma quando deve recuperare si dimostra troppo propenso all'errore. L'incidente con Button ricorda molto quello che lo ha visto protagonista in Turchia col compagno di squadra Mark Webber; in questo caso non si ritira, rovina definitivamente la sua gara, per non parlare di quella del pilota della McLaren. Ne segue un drive through del tutto inutile visto che dall'episodio non ha ottenuto vantaggi. Recupera quello che può ma entra di nuovo in collisione con Liuzzi. Poi l'azzardo delle gomme e un'immediata ultima sostituzione. Non è solo una domenica da dimenticare, è la dimostrazione che dal punto di vista mentale non è pronto per vincere il mondiale nonostante tutti gli appoggi di una squadra che forse ora dovrebbe rivedere le proprie scelte per il finale di stagione. A sei gare dal termine, infatti, Webber resta il pilota con più vittorie all'attivo e vicinissimo a Hamilton in classifica, anche se in Belgio non ha brillato, dopo una partenza a singhiozzo e una gara passata a guardare gli scarichi del bravissimo Kubica, superato poi ai box solo grazie all'errore del polacco. La Red Bull dovrà quindi gestire al meglio i propri piloti se non vuole perdere i due mondiali in favore di McLaren o Ferrari.