19 agosto 2005 - Il W-Day
Visita alla sede Williams F1

Londra, ore 6,30: sveglia.
ore 7,00: stazione della metropolitana di Earl's Court: saliamo sulla Piccadilly line.
ore 7,40: arrivo all'aeroporto di Heathrow.
ore 8,00: Heathrow, terminal 2, in attesa del bus navetta della compagnia di noleggio auto per il ritiro della macchina.
ore 8,15: passa il primo bus, ma l'autista sostiene di essere lì solo per scaricare i passeggeri e non per prenderli dall'aeroporto.
ore 8,30: passa il secondo bus, ma non si ferma.
ore 8,45: finalmente il terzo bus ci prende e ci porta al ritiro auto.
ore 8,55: battaglia all'ufficio per il ritiro auto; primo round: la mia carta di credito non viene accettata; secondo round: la carta di credito e la patente di chi guida devono essere necessariamente della stessa persona; vengono quindi dati i documenti di Katia; terzo round: l'impiegata sostiene che la patente di Katia sia scaduta; secca smentita: carta canta; quarto round: protesta ufficiale per l'attesa di 45 minuti all'aeroporto (quando le carte di prenotazione prevedevano un servizio navetta ogni 10 minuti) e per il rifiuto da parte di 2 autisti di farci salire sul bus; l'impiegata sparisce dietro una parete di cartongesso e al suo ritorno risponde che forse ci stiamo sbagliando perché una cosa simile non può essere accaduta; bastava che aggiungesse "avete frainteso" e sarebbero volati schiaffi.
ore 9,05: l'imbarazzo della scelta della macchina: tutte Opel Corsa verde bidet, tranne una grigia. La scelta cade ovviamente sulla grigia: non è possibilie presentarsi alla Williams con una macchina di quel colore. Rapida sistemazione.
ore 9,07: la macchina non si accende, manca corrente all'impianto elettrico.
ore 9,08: drammatico cambio di vettura (si deve cadere per forza su una color verde bidet, con tanto di odore di birra all'nterno).
ore 9,09: imbottigliati nel traffico di Heathrow. L'appuntamento a Grove è per le 10,30. Condizioni meteo: pioggia battente.
ore 9,15: il tergicristallo del lato guida (destro) inizia a dare i primi segni di cedimento.
ore 9,30: supero le 90 miglia all'ora sulla M4 (limite dei 50 in caso di pioggia, roba da arresto, ma per una visita alla Williams valeva la pena rischiare di essere fermati dalla polizia britannica).
ore 9,50: autostrada M4: cede definitivamente il tergicristallo destro e rimane incastrato sotto il cofano; il tutto mentre ero sulla corsia di sorpasso; drammatico taglio di tre corsie per raggiungere quella d'emergenza.
ore 9,52: riparazione effettuata in stile F1; rapida ripartenza.
ore 10,15: sopirato arrivo a Grove.
ore 10,16: arrivo all'ingresso della Williams F1 Factory...

Aprono la sbarra e si entra con la macchina in un tempio, in un luogo dove regna il silenzio e le disavventure delle ore precedenti improvvisamente diventano un lontano ricordo. Si attraversa il parcheggio dei dipendenti e si entra in quello dedicato ai visitatori e al Conference Centre, l'unica parte visitabile della Factory. Prima dell'ingresso, sul prato, c'è una simpatica scultura in siepi che riproduce una macchina durante un cambio gomme; in quel momento i giardinieri gli stavano iniziando a fargli manutenzione.
Quindi si entra, si oltrepassa la porta automatica in vetri. Davanti, la Williams di Montoya che ha corso e vinto il GP del Brasile del 2004. A destra la reception. Dietro la macchina la porta che introduce alla galleria dei campioni e da cui inizia il tour. Fra la reception e l'ingresso della galleria c'è il negozio che viene aperto alla fine della visita. Dall'altra parte un corridoio porta verso la grande sala per la colazione e il pranzo e verso il bar. Nel mezzo del corridoio ci sono i bagni (ovviamente tecnologici) dove al loro ingresso sono appese le foto di Webber e Heidfeld (un chiaro riferimento???).
Tornando alla vettura di Montoya, sopra di essa appesa per aria c'è la macchina di Villeneuve del 1997, quella che ha vinto il mondiale. Attorno ad essa, un soppalco a forma di ferro di cavallo permette di vederla più da vicino. In questa zona sono presenti anche un modello di una Williams BMW e il plastico della Factory.
Si torna quindi in sala per la colazione a buffet compresa nel programma; una colazione fatta di tè e biscotti vari accompagnata dalla visione di pezzi di macchine messe in mostra su un tavolo: un motore Renault, un muso, un pezzo di ala, una coppia di radiatori, una presa d'aria per i freni, un sedile, un disco freno con pinza. Una chicca tipicamente inglese, è la sospensione piegata della macchina di Hill dopo l'incidente con Schumacher nel GP d'Adelaide del '94.
Finisce la colazione e Mark, il "Cicerone" del giorno, ci invita a tornare alla reception. Qui fa un discorso introduttivo sul team, ci informa del passaggio ai motori Cosworth, dopodiché smonta il volante dalla vettura di Montoya, lo illustra brevemente e poi ci consente di tenerlo in mano e di passarcelo (un volante da 30.000 sterline...).

Quindi si apre la Galleria dei Campioni, dove sono esposte le foto di Frank, Patrick Head e di tutti i piloti che hanno vinto il mondiale con la Williams.
Finita la galleria si entra in una sala in cui viene proiettato un filmato sulla storia della Williams, dagli inizi al presente, quindi si apre una porta e si entra in un vero e proprio tempio.
La collezione di auto è divisa in quattro sezioni in base al tipo di motorizzazione usata. Ogni parte viene visitata singolarmente e accompagnata da filmati che illustrano la storia di quelle vetture. Si comincia con le vetture motorizzate Ford, passando per la fase Honda, Renault, e infine BMW. Conclusa la parte dedicata alla BMW, tutte le luci della galleria vengono accese per permettere di vedere e fotografare la collezione in tutta la sua interezza. Vedere quelle macchine tutte insieme una accanto all'altra mostra l'evoluzione in F1 in ogni sua forma. Un'effetto indescrivibile.
Ciò che caratterizza la visita, della galleria come di tutte le altre sale, è la calma e il silenzio quasi irreali.
La stanza successiva è invece dedicata alla tecnologia usata in F1: pezzi e pannelli illustrativi mostrano il funzionamento delle principali parti della vettura. In una vetrina trasformata in mini galleria del vento è possibile vedere la differenza del flusso d'aria che investe una macchina quando davanti a sé ha un'altra vettura e quando non ha nessuno.
E' la volta della sala dei trofei, con molte delle coppe vinte dalla squadra e alcuni dei caschi dei piloti che hanno corso per la Williams.
Qui il tour si interrompe prima del pranzo, Mark si intrattiene con gli ospiti e arriva anche il nostro turno. Uno scambio di battute su Villeneuve, poi si passa al presente: in squadra sono contenti del lavoro fatto da Heidfeld, ma delusi da Webber; per il mondiale sono quasi sicuri che Alonso sarà campione mentre la McLaren arriverà prima nella classifica costruttori.
Inizia il pranzo a buffet, decisamente ricco. Una nota sui piatti: bianchi con la striscia blu e il marchio "Williams F1"; un peccato sporcarli; stesso discorso per le tazzine. Durante il pranzo Mark ci aggiorna con degli stampati sulle prove libere del GP di Turchia, mentre su altri fogli presenti in sala ci sono le ultime dichiarazioni del team sul passaggio ai motori Cosworth.
Terminato il pranzo è l'ora del negozio. I prodotti esposti sono più o meno quelli presenti nei vari cataloghi, ma il prezzo è inferiore rispetto alle bancarelle dei GP e forse rispetto anche al negozio on line della BMW. In vetrina vedo una molla posteriore e un dado per le ruote: non mi possono sfuggire e con 25 sterline mi porto a casa due pezzi che non troverei da nessuna altra parte. E la ferraglia si porta via col sacchetto blu e la scritta "Williams F1"; ma c'è chi in quel negozio fa tre acquisti separati, dopo ognuno dei quali si pente per non aver preso qualche altro articolo e ritorna al banco al grido di "ma quando mi ricapita?".

ore 14,30: come da programma lasciamo il Conference Centre. Ultime foto con la scultura di siepi dopo la sforbiciatina.
ore 14,35: ultimi scatti davanti all'ingresso, con l'uomo di guardia che ci fa un paio di foto e ci regala due cartoline di Pizzonia e Heidfeld.
ore 14,40: triste uscita da Grove...

Grazie a...
Katia, Daniela e Carlo, per la splendida giornata trascorsa e per l'indimenticabile vacanza a Londra;
Mark, per averci guidato e intrattenuto;
Kirsty, per l'aiuto e le informazioni in fase di prenotazione;
Tutto lo staff Williams, per l'idea, la disponibilità e la cordialità.

 

(Clicca sulle foto per ingrandirle)

ingresso

la voglio anch'io!!!

Chi non vorrebbe entrare al lavoro passando su uno zerbino così???

Juan Pablo Montoya
FW26, GP del Brasile 2004

Jacques Villeneuve
FW19, 1997

FW26

FW26, ala anteriore

FW26 ruota posteriore

Hall del Conference Centre

Tavolata di parti Williams, in particolare: triangolo superiore sospensione anteriore sinistra piegata, Damon Hill, GP d'Australia 1994

Altre parti in mostra

Katia tiene fra le mani il volante di Montoya (FW26)

Galleria Williams: pariodo motorizzazione Ford

Periodo Honda

Primo periodo Renault

Periodo Renault

Anni Rothmans

Williams rosse (98,99)

Periodo BMW

FW16 - Ayrton Senna

Caschi di Hill, Coulthard e Villeneuve

Due cuori e un pit stop

Spese!!!