Ai Gran Premi

Test di Monza 2002

Io e Katia partiamo la mattina presto. Tappa a Reggio per prendere Katia e tutti e tre, finita l'autostrada, ci avventuriamo per le sconosciute strade della Brianza. Tutte le volte che vado a Monza mi perdo appena esco dall'autostrada; ogni volta faccio un percorso diverso, praticamente alla cieca, visto che la segnaletica è pressoché inesistente. Quelle strade le odio.
A mezzogiorno entriamo in autodromo e andiamo al paddock, abbiamo aspettato più di un'ora davanti al motorhome di Jacques ma siamo solo riusciti a vederlo arrivare e andare via col suo scooter. A farci compagnia nell'attesa una donnina appassionatissima di Villeneuve e un ragazzo che non sapeva cambiare il rullino alla macchina fotografica (lo abbiamo incontrato successivamente che non sapeva uscire dall'autodromo..... tipi strani....).
Così mentre le prove sono iniziate siamo andati a mangiare qualcosa, per poi seguire un po' di prove in tribuna. In pista non giravano in molti, poi ogni pochino esponevano la bandiera rossa; in un caso dovevano recuperare la vettura di Panis... per la serie "quella macchina cesso è, e cesso rimane"....
Così arriva Ale, con un pass e torniamo verso il paddock. Prima Katia, poi è il mio turno: il mio giro non è fortunato, faccio qualche vasca, ma il paddock è quasi deserto e non incontro nessuno.
Quindi esco, cedo il pass a Katia e poco dopo l'Ale da dentro il paddock ci cede altri due pass. Così io e Katia entriamo e tutti insieme ci appostiamo davanti al motorhome di Jacques, in attesa che esca. Non dobbiamo aspettare molto e la nostra pazienza viene premiata quando il canadese scende i gradini di marmo del suo motorhome. Io gli passo il blocco, Katia gli dice la frase che voleva tanto dirgli (ovvero che è grazie a lui se ci siamo conosciuti) e io confermo tutto. Lo sguardo e il sorriso che le ha rivolto valeva più di mille parole, mentre Ale gli dà il tubo di baci comprato in mattinata all'autogrill dicendogli: "Da parte del tuo Fans Club italiano, ma non mangiarli tutti insieme che ti fanno male". Come sempre era di fretta e in un attimo sale in macchina e scappa via. E' successo tutto in pochi secondi, poi lui è scappato, ma è stato bellissimo. Un mio sogno si è realizzato.
Dopo una breve pausa tecnica, incontriamo Salo col quale faccio una foto.
Quindi io e Katia facciamo un giro per il paddock: i criminali del Mugello sono di nuovo all'opera, e senza pass (ceduto a non mi ricordo chi) iniziamo il giro perlustrazione. Mentre camminavamo tranquillamente in cerca di prede, vedo un gruppo di persone un po' distante, di sicuro ci sarà qualcuno di importante; infatti mi sembrava di aver intravisto Coulthard, ma non ero sicuro. Una corsa velocissima, era lui; Katia si fa fare l'autografo, io scatto foto. Quindi torniamo indietro e incontriamo uno della Williams; Katia gli chiede dove fosse Montoya, e lui con humor inglese inizia a guardarsi nelle tasche dei pantaloni. Lo avrei ucciso. Riprendiamo a camminare e intravediamo Massa a colloquio con un tecnico della Bridgestone; aspettiamo che finisca e facciamo autografo e foto. Poi torniamo alla postazione Villeneuve dove rivedo dopo tanto la Laura!!! Un brindisi tutti insieme con successive e inattese esibizioni e intanto esce McNish dal motorhome della Toyota. Mi avvicino a lui per completare il bottino della giornata; sta leggendo un foglio e mi dice di aspettare. Mah... sono uno dei pochi che gli chiede un autografo e mi dice pure di aspettare? a capirlo... Poi i saluti con le altre e ci dirigiamo verso l'uscita. Passando davanti alla zona Renault intravediamo Trulli e lì arriva la sorpresa finale. Katia gli chiede l'autografo, lui la prende in giro per l'accento e lei gli fa presente che Mazzoni, suo grande tifoso, gli porta una sfiga assurda. Trulli non era solo, c'erano altri due con lui ma da quel momento è iniziata una fitta e spassosa conversazione sul cronista rai che appena parla fa vittime; tutti concordi. Uno dei due prende il cellualre e lo chiama per dirgli che ci sono dei tifosi di Trulli che sono seccati per le sue telecronache, ma Mazzoni ha i telefoni spenti (ancora per poco). La discussione va a avanti e gli dico a Trulli:
"Guarda, al GP scorso ha iniziato a dire <>... due giri dopo...";
Jarno, che non mi guardava mentre parlavo ma mi ascoltava, finisce la frase dicendo "BAAAA!!!!" e mimando con le braccia lo scoppio del motore. E giù risate. Poi abbiamo dovuto salutarlo, dovevamo tornare a casa, ma ho fatto in tempo a dargli l'indirizzo del mio sito dicendogli:
"Qui c'è tutto quello che penso di Mazzoni"
e Trulli: "gli mando una e-mail!!!". (nella precedente versione di questo sito era presente una sezione dedicata al commento alle telecronache di ogni Gran Premio)
E ancora risate.
Salutiamo Ale, che non finirò mai di ringraziare, e Laura ci accompagna al parcheggio. Salutiamo anche lei e partiamo per tornare a casa... autostrada permettendo: ovviamente ci siamo persi di nuovo, la segnaletica non esiste e siamo rimasti per più di mezz'ora a girare in tondo. Nel frattempo giunge notizia di una conversazione telefonica tra l'Ale e Mazzoni: spettacolo! avrei voluto esserci!
Dai e dai, dopo 40 minuti che continuavamo a girare a vuoto entriamo in autostrada, portiamo Katia a Reggio e torniamo a casina.
Com'è stata questa giornata? non ci sono aggettivi.