Ai Gran Premi
Zeltweg 2002 (articolo Fanzine)
Parto da casa venerdì dopo pranzo e a metà pomeriggio sono ad Asiago; sistemo alcune cose, poi vado da mio zio. Insieme guardiamo la replica delle libere; che spettacolo il +F1!!!! Intanto studiamo il "piano di battaglia", ovvero orari, strade, ecc.
Sabato sveglia alle 8,30, guardiamo i primi 45' di prove, poi di corsa a fare la spesa. Prendiamo un monte di roba da mangiare, neanche dovessimo stare via una settimana... Comunque torniamo a casa, riempiamo gli zaini e sistemiamo la macchina. Un pranzo a base di spaghetti, quindi tutti a vedere le qualifiche; anche in questo caso il +F1 mostra tutti i suoi pregi. Finite le qualfiche partiamo per l'Austria. Decidiamo di non prendere subito l'autostrada, che paradossalmente allunga il tragitto, ma preferiamo fare un pezzo di statale e immetterci sull'autostrada a Treviso. Così ci capita di passare accanto alla base militare di Istrana, dove Gilles fece la gara di accelerazione con gli F104. Il tempo è variabile e pensiamo che in Austria potrebbe aspettarci di peggio. Intanto ci accorgiamo che non abbiamo posate, tranne un coltello per tagliare il pane, 35cm di lama, decisamente scomodo per spalmare eventualmente la Nutella. Verso Udine sentiamo il bisogno di fermarci, e con la nostra fortuna, capitiamo nell'autogrill più sfigato d'Italia: avete presente i bagni che si trovano a Monza e Imola? ecco, siamo lì. Quindi ci prendiamo un caffé nel microscopico bar dove siamo gli unici dentro. La barista abbandona per un momento il banco e io ne approfitto per risolvere il problema posate: lascio scivolare dolcemente il cucchiaino del caffé dentro la manica della giacca. Un cucchiaio potrebbe far comodo. Usciamo dall'autogrill, piove e mio zio osserva: "è un po' scivoloso questo marciapiede"; non fa in tempo a finire la frase che mi esibisco in una spaccata degna del miglior Barishnikov. Ma il cucchiaino resta nella manica. Dopo una serie di risate saliamo in auto e vediamo una macchina della polizia: che mi stiano già cercando? impossibile, al limite mi fermeranno alla frontiera. Ma anche lì non succede nulla, anche perché non c'è nessuno. Così entriamo in Austria, e sia il tempo che il paesaggio cambiano: c'è il sole e l'ambiente mette tranquillità. Fino a Klagenfurt è tutta autostrada (e che autostrada!), poi prendiamo la statale per arrivare a Neumarkt. Le loro statali e strade di montagna equivalgono alle nostre superstrade; ci sembrava di andare piano piano, invece stavamo viaggiando a 120kmh. Arrivati a Neumarkt svoltiamo per raggiungere Zeutschach, dove abbiamo prenotato il bed&breakfast. Per 18 euro a testa ci aspettavamo qualcosa di squallido, invece arrivamo in un graziossimo paesino di montagna, immerso nel verde di un altopiano della Stiria. Troviamo subito la fattoria e arriva il primo problema: la padrona ci accoglie ma... parla solo tedesco, e nessuno di noi sa parlare il tedesco, ma in qualche modo ci capiamo e ci mostra le nostre camere: ognuna col suo bagno e la televisione, come nell'albergo a 4 stelle di Vienna dove andai in gita scolastica qualche anno prima. E' ora di cena e andiamo a mangiare in un ristorantino a pochi metri dalla fattoria; ordiniamo degli spiedini (favolosi) e della birra (buonissima, la producevano loro). Quindi torniamo alle camere e questa volta insieme alla padrona c'è il figlio che parla inglese e tutto diventa più facile. Paghiamo, gli diciamo che la mattina ci saremmo alzati presto e che non c'era bisogno della colazione (non volevamo scomodarli), invece hanno voluto lo stesso servirci. Gli chiediamo la strada per Zeltweg e il tempo necessario per arrivarci. Con tantissima gentilezza e precisione ci spiega tutto, poi la conversazione passa alla F1, ma solo per poco.
Il ragazzo dice: "c'è il pilota sbagliato in pole";
e io: "no, ha guidato bene";
lui: "siete tifosi di Schumacher?"
e io: "lui sì (indicando mio zio che non conosce l'inglese) è tifoso della ferrari, io no, tifo per Villeneuve"
risposta secca: "ohi ohi ohi"
Aspetta domani, eheh.......
Così andiamo alle camere e insieme guardiamo un film di Robin Williams in tedesco; nessuno capisce nulla, ma tutti lo guadiamo con attenzione e in religioso silenzio. Finito il film tutti a nanna.
La domenica la sveglia suona alle 4,30 e alle 5 ci presentiamo in cucina come concordato. Ci preparano una colazione abbondantisima, ma riusciamo a mangiare pochissimo. Salutiamo la padrona, carichiamo la macchina e partiamo. Un po' ci dispiace andarcene, quel posto era stupendo e sarei rimasto volentieri in quel lettino a fare le nanne, immerso nel silenzio più profondo.
In mezz'ora arriviamo a Zeltewg, parcheggiamo la macchina e a piedi raggiungiamo il nostro prato. La visuale è davvero ottima, si vede tantissimo. L'attesa è un po' lunga ma ci permette di capire che non siamo in Italia e ne abbiamo la conferma quando inizia il warmup: molti (molti altri erano tifosi Williams) applaudono quando passa Schumacher, ma è un tifo molto composto, gli urli e le badiere sventolate a Imola e Monza non esistono; solo un bambino ciccione che avevo accanto sventola una bandiera di Schumacher (vecchia del '96, pure scolorita) e copre leggermente la visuale, ma dopo qualche sguardo minaccioso l'ammaina. Il warmup ci permette di notare anche un'altra cosa: non sappiamo che parte della pista guardare, abbiamo l'imbarazzo della scelta, ma va benissimo così. Qualche sportellata nella gara delle Porsche, poi tutti a mangiare o a dormire in attesa del GP. Dopo le 13 i caccia austriaci si esibiscono in voli acrobatici, davvero un bellissimo spettacolo; poi inizia la procedura di partenza e l'adrenalina sale. Intanto il bambino ciccione aveva lasciato momentaneamente il suo posto e due motociclisti gliel'hanno fregato; il suo posto c'è sempre, ma non ha più lo spazio per sbandierare.
Dalla nostra postazione riusciamo a intravedere l'ingresso della prima curva e vedere bene l'uscita; le due ferrari prime fanno esplodere la folla in un grosso applauso. La fuga delle rosse continua mentre Jacques si esibisce in una serie di sorpassi mozzafiato. Ho avuta la fortuna di vederne alcuni, di altri ne ho visto la manovra di attacco, oppure lo vedevo dietro una vettura e poi rispuntare davanti. Nessuno mi ha mai detto nulla della mia bandiera canadese sulle spalle, potevo avere qualunque bandiera non rossa addosso e nessuno mi avrebbe offeso. Vedo del fumo ed esce la safety car; temo che sia la vettura di Jacques, invece è quella di Panis. Dopo qualche giro si riparte. Ho la possibilità di vedere l'uscita del tornantino Remus, ma non l'ingresso (le pendenze sono spaventose, la televisione non rende). Passano i primi poi vedo un l'ala blu e dei pezzi volare. Esce di nuovo la safety car. Intanto arrivano i soccorsi, si teme il peggio, ma per Heidfeld e Sato non c'è nulla di grave. La gara ricomincia e Jacques arriverà ad occupare anche la terza posizione; stavo per piangere, anche se sapevo che sarebbe durato poco. E negli ultimi giri vediamo che Schumacher si avvicina a Barrichello; mio zio prende i distacchi e inizia a preoccuparsi: un finale truccato non lo vuole. Il GP sta per finire, Schumacher è sempre più vicino e mio zio è sempre più preoccupato: Michael non gli va molto a genio, vorrebbe vedere Barrichello vincere, ma non verrà accontentato. Il traguardo non lo vediamo ma capiamo che è successo qualcosa, si capisce che a vincere è stato Schumacher e le conferme mi arrivano per telefono. Passa Barrichello e tutti applaudono, passa il tedesco e tutti stanno zitti, tranne io che gli urlo qualcosa. Qualcuno mi chiede quale sia l'ordine di arrivo. Dietro di noi c'era un gruppo di italiani, uno di questi tifoso sfegatato della ferrari; non ha più aperto bocca da com'era a pezzi. Suonano gli inni, ma i fischi e i "buu" sono più forti. Raccogliamo le nostre cose e ci prepariamo a fare l'invasione di pista. Non avevamo il maxischermo ma la gara la seguivamo bene lo stesso. Camminando passiamo davanti ad un maxischermo che propone gli highlights della gara e ci fermiamo a guardali. Vediamo così la partenza, alcuni sorpassi, incidenti, e il finale osceno; davanti a quelle immagini ricominciano i fischi. Usciamo dall'autodromo ci dirgiamo verso il parcheggio. C'è confusione ma i vigili dirigono bene il flusso di macchine e moto e in pochi minuti siamo di nuovo sulla statale per Klagenfurt. Stanchi morti rientriamo in Italia, arriviamo a Treviso e qui ci perdiamo perché..... non ci sono indicazioni.... Siamo andati in Austria, dove è scritto tutto in tedesco, che non capiamo, e non ci siamo mai persi, non abbiamo mai sbagliato una strada; arriviamo a Treviso e ci perdiamo. Non me ne vogliano gli abitanti di quella città, ma è davvero incasinata. Dopo una serie di imprecazioni riusciamo a trovare la giusta strada ed arrivare a casa. Doccia, poi a seguire i commenti in televisione, con Schittone e Thomas Biagi che difendevano a spada tratta l'operato della Ferrari; opinioni... Poi a nanna.
Lunedì mattina ritorno a casa, dopo un weekend stupendo e indimenticabile, e col viso ustionato per il sole preso: mi sembra di aver messo la faccia in una friggitrice.
Ringrazio mio zio Carlo e mia zia Daniela per il bellissimo weekend trascorso e per tutto il resto.
Ringrazio Katia per avermi tenuto costantemente aggiornato durante il Gran Premio; a volte non stato rapido nelle risposte, ma quando c'è l'imbarazzo della scelta su che parte guardare della pista, è difficile scrivere sms.
Ringrazio tutti quelli che mi hanno augurato un buon viaggio, che mi mandato sms, prima e dopo il GP.