Ai Gran Premi

Imola 1996

Io e mio zio partiamo la mattina presto per essere in autodromo alle 6, ora di apertura. Non conosciamo la strada, non sappiamo nulla di circuiti, è un'esperienza completamente nuova. Non commettiamo errori e come previsto alle 6 arriviamo a Imola. Il problema parcheggio lo risolviamo subito: un contadino ci accoglie nel suo prato di casa, opportunamente allestito per accogliere qualche macchina, e per 10.000£ ci permette di lasciarla lì tutto il giorno. Da qui ci incamminiamo verso il prato Tosa.
Ci guardano i biglietti ed entriamo in un autodromo, ma il prato non è esattamente quello che ci aspettavamo: è strapieno di tende, di appassionati che avevano trascorso lì la notte, di gente che dormiva per terra o meglio, nel fango per la pioggia caduta nei giorni precedenti. Così cerchiamo di allontanarci da questo "villaggio" scendendo verso la pista, scavalcando persone, coperte, zaini, fornelli da campeggio. Ma scendendo peggiora anche la visuale e iniziamo un po' a preoccuparci. Improvvisamente, però, un ragazzo urla: "ultima occasione per passare in tribuna panoramica!"; infatti in fondo al prato era aperto un cancello che permetteva l'accesso alla tribuna. Non ci lasciamo sfuggire l'occasione, entriamo nella tribuna ricavata sulle colline imolesi e scegliamo un posto in una striscia di prato che divide un settore da un altro, in modo da non disturbare chi aveva prenotato il posto.
Inizia il warm-up, dopo aver passato il tempo cercando di dormire un po'. Il posto è bellissimo: riusciamo a vedere l'uscita del Tamburello, la variante Villeneuve, la Tosa (ma non l'ingresso) e tutta la salita verso la Piratella; un buon quarto di pista. Vedere le Formula 1 girare è una meraviglia, peccato che mezz'ora passi alla svelta. Finito il warm-up iniziano le gare di contorno: prima le Porsche, poi le Renault Spider; in quest'ultima gara, il vincitore, passando sotto la nostra tribuna si slaccia le cinture, si mette in piedi sul sedile e mentre la sua vettura proseguiva, salutava la folla.
Quindi la parata dei piloti: un "trenino" di auto d'epoca li accompagnava lungo la pista; ogni coppia di piloti su una vettura. Poi l'attesa per il Gran Premio.
Immerso in una tribuna di ferraristi, da tifoso di Damon Hill (leader del mondiale) e di Jacques Villeneuve, dovevo stare tranquillo, e mi sono subito di reso conto di cosa avrei dovuto subire nel caso di esultanza. In fondo alla tribuna passa un ragazzo, presumibilmente inglese, con il bandierone inglese con tanto di scritta "Damon Hill". Si scatena l'inferno ferrarista: una serie di urla e "buu" conditi con lancio di oggetti; un'intera tribuna a lanciare addosso a questo tipo la prima cosa che avevano in mano. Volavano panini, lattine, bottiglie, sacchetti accartocciati; ho visto volare anche un paio di ciabatte... mah... Comunque la maggior parte dei tiri non andava a segno e il ragazzo, con britannica indifferenza, saluta la folla come se niente fosse; del resto non aveva altre scelte.
E il Gran Premio inizia. Coulthard è in testa, seguito da Hill, Schumacher e il resto del gruppo. Villeneuve si tocca con Alesi, la posteriore sinistra si affloscia e transita in ultima posizione sotto a noi. L'intera tribuna lo ricopre di insulti; non credevo che stesse così antipatico il figlio di Gilles. Il giro dopo Schumacher scavalca Hill e la tribuna esplode, ma Damon farà una tattica un po' singolare: pitstop a metà gara, seguito da un altro a quindicina di giri di distanza; una strategia che risulterà vincente. Coulthard a metà gara passa sotto a noi con evidenti problemi di elettronica e si ritira. Villeneuve, nel frattempo recupera fino alla sesta posizione facendo segnare il giro più veloce, ma a poche tornate dal termine è costretto al ritiro per la rottura di una sospensione. Badoer, con l'unica Forti in gara, compie gli ultimi giri con il cambio bloccato in quinta: sentirlo uscire dalla Tosa in quelle condizioni... sembrava agonizzante. Hill va a vincere, mentre Schumacher giunge al traguardo in seconda posizione con un disco freno esploso. I ferraristi sono contenti per il secondo posto; io sono contento per la vittoria di Damon. Insomma, tutti contenti.
Finita la gara andiamo a recuperare la macchina. C'è parecchia confusione, vediamo addirittura una bancarella di bandiere e gadgets rovesciata. Piano piano riusciamo a riprendere la statale e tornare a casa.
Come prima esperienza non è stata davvero niente male.