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- Stagione 2005 -
Uno sguardo a 360° sul mondiale
Renault
La miglior macchina. Non la più veloce, ma certamente la più affidabile. E' imprendibile nelle prime gare, poi viene sorpassata come prestazioni dalla McLaren che però soffre fino alla fine di grossi problemi di affidabilità. Durante tutto il mondiale sono pochi gli sviluppi portati sulla vettura, a differenza degli interventi massicci fatti sulla McLaren, ma sfruttano al meglio il vantaggio ottenuto nelle prime gare e riescono a controllare bene e con calma nel corso del mondiale, tenendo presente che con il sistema di punteggio attuale è premiata la costanza. Nel finale, per giocarsi il titolo costruttori tirano fuori il meglio di loro stessi e mettono in difficoltà i loro rivali per l'iride. Puntano tutto su Alonso fin dall'inizio, sulla scia di quanto fece Briatore con Schumacher e di qualnto ha fatto la Ferrari con il tedesco in questi anni.
Fernando Alonso
Va forte nella prima parte di stagione, ma vince solo imponendo il suo ritmo. Dopo Imola è Raikkonen il più veloce, lo spagnolo resta a guardare e approfitta dei ritiri del finlandese per portare a casa punti importanti. La fortuna è stata dalla sua parte e il prossimo anno potrebbe essere più difficile. Sbaglia comunque molto poco, corre con la testa, sa accontentarsi. Bravo.
Giancarlo Fisichella
Inizia il mondiale nei migliore dei modi con la vittoria nella gara d'apertura. Da lì cominciano una serie di guasti e problemi che si verificano solamente sulla sua vettura, che lo costringono a cedere terreno in classifica relagandolo poi al ruolo di secondo pilota (posizione che forse occupava già dalla firma del contratto). Troppi errori ai pit stop fanno riflettere. A Suzuka, quando ha la possibilità di vincere sbaglia la manovra difensiva nei confronti di Raikkonen, che lo passa all'ultimo giro; l'esperienza non gli manca per evitare quel genere di errori.
McLaren Mercedes
La macchina più veloce. A differenza della Renault, il suo inizio di campionato è alquanto travagliato. Risolti i problemi con le gomme, le vetture di Woking hanno cominciato a volare, ma mantenendo grossi problemi di affidabilità soprattutto nel motore: le rotture in prova subite da Raikkonen lo hanno costretto in più occasioni a rimonte disperate e perdite di punti decisivi. Il lavoro massiccio sulla vettura ha permesso al team di lottare concretamente per entrambi i titoli, ma non è bastato. La sfortuna e qualche errore di Montoya contribuiscono alla perdita del titolo costruttori
Kimi Raikkonen
Il miglior pilota di questa stagione. Commette solo un errore, a Monza finendo in testacoda, cosa che però non pregiudica il suo risultato per quella gara. Va forte e non si dà mai per vinto e spesso pur con quantitativi di carburante maggiori rispetto al compagno di squadra, riesce a sopravanzarlo in griglia. Le varie rotture di motore e del cambio non sono colpa sua: con tutti i limitatori e gli automatismi presenti è impossibile che sia il pilota a rompere certe parti meccaniche. Al Nuerburgring rischia insieme alla squadra per guadagnare a tutti i costi punti importanti su Alonso, ma la sfortuna lo ferma. A Suzuka compie una gara fantastica. Il secondo posto gli va stretto: il più bravo è stato lui.
Juan Pablo Montoya
La delusione dell'anno. Parte in sordina e si ferma subito per un infortunio. Al suo rientro non stupisce e per tutto il campionato non è sempre veloce come ci si aspettava. Ottiene tre vittorie pulitissime (Silverstone, Monza e Brasile), ma... A Montecarlo si fa squalificare in prova per aver deliberatamente inchiodato in cima alla salita del Massenet per disturbare chi lo seguiva (con conseguente tamponamento a catena) e partire ulitmo a Monaco lascia poche speranze. In Canada corre bene, ma si gira all'uscita box dopo il primo pit-stop e quando rientra in regima di safety car lo fa mentre semaforo in pit lane è ancora rosso: in questo caso anche la squadra non gli dice nulla, ma subito dopo il rientro in pista pretende di passare Coulthard, quando tutti sanno che non è possibile passare quando è fuori la pace car, dimostrando così di non conoscere il regolamento. Sbaglia anche in Germania durante le qualifiche. In Ungheria arriva in griglia troppo veloce e con una ruota sale su un generatore: il risultato è che il colpo provoca dei danni al semiasse che cede a metà gara quando il colombiano era in testa. In Turchia è vittima di un tamponamento da parte di Monteiro e successivamente sbaglia una frenata mentre teneva dietro Alonso; in Belgio e a Suzuka è vittima di un misterioso incidente. Nel finale la sfortuna si accanisce su di lui. Non credo sia esatto dire che Raikkonen ha perso il mondiale perché sono mancati i punti Montoya in quanto Juan Pablo non è stato preso dalla McLren per fare da secondo a Kimi. E' giusto, ma fino ad un certo punto, dire che la McLaren ha sofferto della sua mancanza di punti per il titolo costruttori: in certi casi è stata sfortuna o mancanza di affidabilità (come con Kimi), ma in altri casi se l'è andata a cercare. L'ho visto meglio in Williams. Ora aspettiamo il prossimo anno.
Ferrari
Sono partiti come favoriti dopo i successi delle stagioni passate, ma sono anche partiti con la macchina dello scorso anno adattata alle nuove regole, l'unica a fare una scelta simile mentre gli altri cominciavano il Mondiale con le loro vetture già in configurazione 2005. La nuova vettura è nata in ritardo, ed è stata fatta debuttare in tutta fretta alla terza gara nel tentativo di salvarsi dopo le sconfitte nelle prime due gare, mentre tutti gli altri team avevano già molti chilometri di prove sulle spalle. Un ritardo considerevole che si è fatto sentire e una vettura che non è stata all'altezza delle precedenti. In Ferrari hanno provato ogni tipo di giustificazione: dai regolamenti fatti a posta, secondo loro, per penalizzarli, alla Bridgestone, che non è stata all'altezza della situazione, mentre nel finale c'è chi ha ammesso le carenze della macchina nel suo complesso. Ma i regolamenti sono uguali per tutti e se la loro F2005 è arrivata in ritardo non è certo per colpa della FIA; e puntare il dito contro i giapponesi è fin troppo falice per scaricarsi le colpe davanti ai media. La verità è che quando si verifica un grosso cambiamento regolamentare tutti devono ripartire quasi da zero nella progettazione della vettura e di conseguenza c'è chi indovina tutto e chi commette degli errori: è successo per esempio nel '98, con l'introduzione delle carreggiate ristrette e delle gomme scanalate che vide trionfare la McLaren che l'anno precedente aveva concluso al 4° posto nel costruttori, e sprofondare la Williams campione del mondo al ruolo di comprimaria; quest'anno è stato qualcosa di simile. Per quanto riguarda le gomme, loro erano gli unici fra i top team ad avere le Bridgestone, e questo sicuramente non è stato un vantaggio: ma la situazione in cui si sono trovati quest'anno è la diretta conseguenza della loro politica di questi anni, per la quale tutto doveva essere fatto per loro e gli altri clienti Bridgestone doveva accontentarsi di un prodotto studiato per la Ferrari e che difficilmente si adattava alle loro vetture. Dopo la perdita della BAR quest'anno è stata la volta della Sauber, punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo e durante le prove di ogni Gran Premio. La loro perdita è stata un duro colpo, ma non ha senso scaricare le colpe sugli uomini che fino a qualche mese prima erano stati fra gli autori di tanti successi. E' quindi probabile che non sia stata la Bridgestone a lavorare male, quanto la Ferrari a creare una vettura inadeguata per le nuove regole che non lavorava bene sulle gomme, e non viceversa. Mai all'altezza della concorrenza, vincono un GP solo grazie al ritiro comtemporaneo di 14 vetture al GP d'Indianapolis.
Michael Schumacher
Esce da questo mondiale con le ossa rotte. La macchina non lo ha aiutato, ma lui non si è mai visto molto. Da quanto era stato raccontato, sembrava fosse in grado di ribaltare qualunque situazione grazie al suo talento. Così non è stato. Quando si ha una macchina più veloce delle altre di 2 secondi al giro è facile diventare dei miti; quando se ne ha una che rischia il doppiaggio invece non vengono fuori le qualità tanto decantate. Solo due lampi in tutta la stagione: a Imola, sfrutta un decadimento delle Michelin e gli errori di chi lo precede; in Ungheria ottiene una pole, ma in gara fatica a reggere il ritmo delle McLaren. Va forte nei primi giri in Bahrain, distruggendo subito le gomme e mentre rientra ai box per un problema idraulico, le sue coperture sono già al limite. Prega per la pioggia, unica possibilità secondo lui per potersi avvicinare ai primi, ma quando arriva in Belgio non dà prova di essere il mago tanto atteso, faticando a reggere il ritmo di un Alonso in difficoltà con l'assetto da asciutto e con l'unico pensiero di portare la macchina in fondo; a Suzuka sbaglia al secondo giro delle prove libere sulla pista bagnata. Il resto sono gare anonime. Il terzo posto nella classifica piloti è un bel regalo per chi chiude il mondiale dopo un testa coda in regime di safety car.
Rubens Barrichello
Parte bene nel 2005 e fa meglio del compagno di squadra. Ma sparisce quasi subito. Il suo divorzio anticipato dalla Ferrari, annunciato a metà stagione, pone fine alle sue speranze di raccogliere qualcosa da questa stagione. Abbandonato al suo destino, attende solo la fine del mondiale per ricominciare una nuova avventura alla Honda. E' stato uno dei fantasmi di questo mondiale.
Toyota
Finalmente un mondiale all'altezza del nome. Dopo tante delusioni e gare disputate nelle retrovie, un campionato corso con una vettura veloce, anche se migliorabile. Molto concreta nella prima parte di stagione, è sempre stata protagonista nella zona punti e con il budget a disposizione e gli obiettivi prefissati nel 2002 è logico aspettarsi un ulteriore miglioramento nella prossima stagione.
Jarno Trulli
Molto bravo nelle prime gare e nella prima parte di stagione, scompare un po' nella seconda. E' fortissimo sul giro singolo, in gara talvolta perde nel ritmo. Ma già lo scorso anno quando arrivò alla Toyota nelle ultime gare il team fece un salto in avanti e qualcosa nel 4° posto finale nei Costruttori è da attribuire a lui.
Ralf Schumacher
Nascosto e mai inquadrato per tutto il mondiale riesce a ottenere 45 punti, due in più di Trulli contribuendo al raggiungimento del risultato finale del team. E' comunque più lento del compagno di squadra.
Williams BMW
Era noto già in partenza che questa sarebbe stata una stagione difficile, dopo gli errori della passata stagione e dopo un reimpasto dell'intero organico. L'inizio del mondiale ha però superato ogni aspettativa e il podio di Montecarlo e le ottime prestazioni del Nuerburgring facevano ben sperare nell'ottica di un terzo posto nella classifica Costruttori. Ma l'abbandono della BMW ha creato un'improssiva crisi dalla quale è stato impossibile venirne fuori entro la fine della stagione. Con la perdita anche del main sponsor HP, il futuro della Williams è pieno di interrogativi.
Mark Webber
Altra delusione della stagione. Le premesse erano ben diverse e le promesse non sono state mantenute. Troppi errori, troppa incostanza di rendimento, scarso mantenimento della concentrazione in momenti critici. Nel finale del modniale rientra nella zona punti ma è troppo poco in una stagione che doveva vederlo più protagonista. La prossima stagione deve correre in maniera più concreta altrimenti rischia di uscire dal Circus.
Nick Heidfeld
A differenza del compagno di squadra, ha dimostrato velocità e serietà mettendo in difficoltà l'australiano. Scelto all'ultimo momento della Williams ha meritato ampiamente quel volante. Peccato che si sia trovato in mezzo alla diatriba fra Williams e BMW che non gli hanno permesso di correre le ultime gare del mondiale, incidente in allenamento permettendo. Il prossimo anno potrebbe fare buone cose.
Antonio Pizzonia
Chiamato di corsa per sostituire Heidfeld corre bene a Monza, poi sparisce nell'anonimato. Lo rivedremo?
B.A.R. Honda
La stagione parte assolutamente male: scarsa efficienza e inaffidabilità. Dal GP di San Marino cambia qualcosa, inizialmente in meglio, ma vengono subito squalificati per 3 gare per l'uso illegale di un secondo serbatoio. Tornati in gara riescono a migliorare e piazzare Button quasi sempre a punti. Considerato l'inizio, la stagione non è andata malissimo anche se le premesse erano altre per chi deve difendere il secondo posto nel Costruttori.
Jenson Button
Riesce a risollevare le sorti del suo mondiale nella seconda parte di stagione, andando abbastanza regolarmente a punti e confermandosi quasi sempre subito dietro le Renault e le McLaren. Corre sempre "tranquillo" e non impressiona; i risultati arrivano ma appena ha qualcuno dietro che lo pressa sbaglia facilmente.
Takuma Sato
Un altro fantasma del mondiale 2005. Mai all'altezza del compagno di squadra, il tanto osannato pilota giapponese sparisce nelle retrovie e chiude il mondiale con un solo punto. Lo si vede solo nelle sue manovre suicide.
Red Bull Cosworth
Fra le scuderie è la sorpresa della stagione. Eredita il materiale e i progetti di una Jaguar che non ha mai brillato, ma riesce comunque ad ottenere risultati importanti fin dalla prima gara. Verso metà stagione cala un po' nel rendimento a causa di una mancanza di sviluppi ma nel finale si riprende. E' attiva anche sul mercato: prima stringe un accordo con la Ferrari, poi compra la Minardi per creare un secondo team e lancia la moda della "squadra B" che vogliono imitare a breve termine anche Mercedes e Honda. Il prossimo anno dovranno confermare quanto di buono hanno fatto in queste 19 gare.
David Coulthard
Solido, anche grazie alla sua esperienza, porta la Red Bull dove pochi avrebbero immaginato di vederla. Talvolta cede al compagno di squadra, ma la sua stagione è decisamente positiva, forse migliore di alcune trascorse alla McLaren. Lo si credeva pronto alla pensione, invece ha smetito molti. Bravo.
Christian Klien
Dopo un anno di apprendistato ha mostrato miglioramenti e ottenuto risultati positivi commettendo pochi errori. E' sembrato comunque privilegiato nella staffetta voluta dal team con Liuzzi
Vitantonio Liuzzi
Ottiene un punto nella gara d'esordio, poi sembra voler strafare nel tentativo di dimostrare di meritarsi la riconferma. Forse serviva più calma o forse no. Al 99% dovrebbe essere al via con la scuderia Toro Rosso (ex Minardi) e allora sarà più semplice poter fare un'analisi sul suo rendimento.
Sauber Petronas
La macchina nasce male e sembra faticare ad adattarsi alle Michelin. Non viene sfruttata la possibilità di far girare la terza vettura al venerdì e lo sviluppo alla factory è ridotto all'osso. L'acquisto da parte di BMW è la concretizzazione del destino a cui andava incontro la squadra di Hinwill. Dalla prossima stagione comincia una nuova avventura.
Jacques Villeneuve
Anche per lui una stagione un po' da fantasma. Corre molto bene a Imola e la sua migliore gara è Spa dove fa valere la sua esperienza e riesce a dare spettacolo. Poi, però, ripiomba nell'anonimato. Spesso in prova è veloce quanto il compagno di squadra con quantitativi di benzina maggiore, ma non basta. Soffre molto di problemi ai freni per gran parte del mondiale e i test vengono svolti col contagocce per motivi di budget non lo aiutano a migliorare la situazione. Un rientro alle corse a tempo pieno abbastanza difficile. Il prossimo anno, se correrà con la BMW, potrà andare meglio.
Felipe Massa
Incostante come sempre alterna buone cose a prestazioni scadenti. Da quando inizia a girare la voce dell'abbandono di Barrichello lui diventa il primo candidato per sostituirlo: da quando il passaggio viene ufficializzato, lui corre aspettando solo di indossare una tuta rossa.
Jordan Toyota
Un team completamente allo sbando che attende solo di completare il passaggio di consegne fra la vecchia e la nuova proprietà. La macchina è peggiore del lotto e la nuova vettura utilizzata nelle ultime gare non migliora molto la situazione. La potenza del motore Toyota salva un po' la squadra nella sfida con la Minardi.
Tiago Monteiro
E' costante nel rendimento e tende a non strafare cercando di imparare il più possibile. A Indianapolis è l'unico ad esultare. Forse non lo rivedremo il prossimo anno.
Narain Karthikeyan
A volte fa cose buone, altre volte commette errori inguardabili. Compie gare positive come Imola o altre da dimenticare. Non è il nuovo Yoong ma non è neanche un fenomeno. Come per Monteiro, anche per lui ci sono dubbi sulla partecipazione al prossimo mondiale.
Minardi Cosworth
La macchina più bella. E' sempre difficile progettare una vettura con pochi fondi e con attrezzature vecchie ma loro ci riescono e impensieriscono in molte occasioni la Jordan nella sfida fra gli ultimi anche con un motore meno potente. Il distacco dai primi è stato ridotto e con più soldi a disposizione avrebbero sicuramente ottenuto qualcosa in più. L'acquisto da parte della Red Bull chiude un capitolo di storia della F1.
Christijan Albers
Come per i piloti Jordan, il suo mondiale è un'occasione che deve sfruttare per mettersi in luce. Non compie troppi errori e il suo lavoro lo fa bene.
Patrick Friesacher
A volte più veloce di Albers, deve lasciare il mondiale per mancanza di soldi. Probabilmente non lo rivedremo più al via in F1.
Robert Doornbos
A parer mio è il pilota che è andato meglio con la Minardi, veloce anche in prova, ha spesso messo in difficoltà Albers. Potrebbe trovare posto come collaudatore.