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Formula 1 2010: Test poco utili?

per circusf1.com


15 febbraio 2010
Siamo già a metà dei test invernali, ancora altre due sessioni e poi saranno le gare a parlare. In questi giorni di presentazioni e di prove, si è cercato di capire tutto il valore delle nuove macchine leggendo i tempi, a malapena considerando i possibili carichi di benzina, talvolta riflettendo un po’ sul lavoro che le varie scuderie si erano prefissate.

Ma allora:
La McLaren non è veloce come sembra? non sarebbe la prima volta.
La Ferrari è la vettura da battere? a Maranello si sono fatti cogliere impreparati una volta, difficilmente ce ne saranno due di fila.
La Mercedes ha sbagliato qualcosa? possibile.
La Red Bull è un po' troppo fragile? non sarebbe una novità per i progetti di Newey.
La Force India va davvero così forte? mah...
La Sauber? faranno faville dopo il ritiro della BMW, come era successo alla BrawnGP dopo il dietro-front della Honda? magari saranno la sopresa del 2010.

No, non ci siamo, troppi condizionali, troppe domande a cui allo stato attuale delle cose è difficile rispondere. Bisogna fare altre considerazioni, perché ci sono altri parametri da tenere d'occhio. In entrambe le sessioni svolte, pioggia a parte che è stata la vera protagonsta, nella maggior parte dei casi i tempi migliori venivano segnati la mattina presto, alle prime uscite. E si sa che con pista fresca non è impossibile fare bei tempi, soprattutto se si gira abbastanza scarichi.
Ma siamo ormai abituati da anni a vedere le prestazioni delle monoposto cambiare drasticamente in base alla temperatura dell'asfalto a causa del lavoro che le vetture fanno sulle proprie gomme. Ricordate la Brawn lo scorso anno? bastava qualche nuvola in cielo, la prestazione piano piano calava e i due missili bianchi non facevano più paura a nessuno.
E infatti un dato da tenere ben presente è la temperatura con cui si sono svolte queste prove, sempre abbastanza bassina: nella giornata di sabato 13 l'aria non superava i 9°C, mentre l'asfalto non andava oltre i 15°; e non che a Valencia sia andata meglio.
Difficile quindi fare una lettura completa e corretta di queste prove: carichi di benzina parecchio variabili, auto da assettare e soprattutto condizioni atmosferiche che raramente verranno incontrate nel corso della stagione.
Ma allora le gomme, sottoposte a nuovi stress, davvero si comporteranno così in gara? Davvero dureranno a lungo senza far perdere la prestazione?
I freni, anche loro chiamati ad un lavoro extra, veramente non daranno problemi?
I problemi legati alla temperatura della benzina, tanto temuti, non erano niente di preoccupante o si presenteranno puntuali alla prima gara disputata sotto il primo sole rovente?
E riusciranno i piloti a gestire bene fin da subito la proprie macchine con così poco allenamento?

I team sanno fare il loro lavoro e faranno tesoro dei dati raccolti anche se non del tutto veritieri, ma per ora nessuno ha dimostrato qualcosa di concreto in positivo o in negativo. Io li aspetto fra le dune del Bahrain tra un mese.


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