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Formula 1, GP di Abu Dhabi: regali restituiti

per circusf1.com

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14 novembre 2010
Tramonta il sole sul circuito di Yas Marina e sul mondiale di Formula 1 2010. La lotta finale a quattro si risolve in un Gran Premio che chiude questa rocambolesca stagione in cui sembrava che chi aveva in mano le possibilità di vincere il mondiale facesse di tutto per perderlo. E' successo alla Red BUll, che ha regalato molto ai propri avversari nel corso dell'anno. E' successo oggi alla Ferrari che ha perso il mondiale quando bastava un piazzamento alla loro portata; il tutto per aver voluto tenere sotto controllo l'avversario sbagliato. Un Gran Premio che tutto sommato rispecchia fedelmente quanto visto durante questa stagione.

Sebastian Vettel
Corre come ha corso tutto l'anno: se le qualifiche vanno bene e se si trova davanti alla prima curva, allora sono dolori per tutti perché difficilmente sbaglia. Ad Abu Dhabi per diventare campione del mondo doveva vincere e sperare nelle disavventure dei diretti avversari: lui non delude le attese e a dargli la gioia finale ci pensano gli altri. Vince un mondiale che poteva essere suo con un po' di anticipo se non fosse stato per alcuni guasti che lo hanno lasciato a piedi in più di un'occasione. Ma non solo perché a lasciare perplessi sono anche gli unici due tentativi di sorpasso finiti male, con Webber e Button a farne le spese insieme a lui. Così come il nervosismo mostrato quando il compagno di squadra si dimostrava più veloce di lui. Vince ma non convince. Forse essere diventato campione del mondo può farlo maturare facendo di lui dal prossimo anno un pilota più completo.

Mark Webber
Una gara incolore che riflette la sua stagione. Fra le curve di Yas Marina era semplicemente abbandonato al suo destino da un team che ha sempre preferito puntare sul giovane Vettel, senza credere mai in lui neanche quando la classifica imponeva un atteggiamento più razionale. La Red Bull ha preferito rimanere ferma sulle sue decisioni, senza lasciarsi intenerire dai punti di distacco da Alonso, rischiando anche un'incredibile sconfitta. Se fosse stato l'australiano a trionfare sarebbe stata la vittoria di uomo costretto a lottare contro tutto il suo team. La sua vettura così diversa da quella del compagno di squadra che a differenza della sua sembrava correre su dei binari, è lo specchio di una stagione complicata, il riassunto di un'occasione persa.

Lewis Hamilton
Una gara d'attacco, come ormai ci ha abituati. Hamilton ritrova una McLaren più competitiva ma non ai livelli della Red Bull; le sue speranze di vincere il mondiale sono quasi nulle. Tanto basta, lui ci prova lo stesso, se non altro a vincere la gara. Sul suo cammino, però, trova un Vettel inattaccabile e un Kubica a fargli un po' da tappo. Comunque ci ha provato, come ha sempre fatto in questa stagione senza mai tirarsi indietro.

Jenson Button
Percorre moltissimi giri con le gomme morbide, assicurandosi in questo modo il terzo posto. E' la fotografia del suo mondiale 2010, dove ha mostrato una grande capacità nel raddrizzare dei Gran Premi iniziati male sfruttando le sue doti nella gestione dei pneumatici; in questo nessuno è stato migliore di lui.

Fernando Alonso
Con Mark Webber in difficoltà dopo le qualifiche, per lui ottenere almeno un quarto posto non era un'impresa impossibile. Al via perde la posizione a vantaggio di Button. In telecronaca più volte hanno ripetuto che lo spagnolo partiva sul lato pulito della pista, il destro. Non si sa su quali basi, dato che tutti i piloti non passavano mai sulla parte destra dello schieramento, ma piuttosto sulla parte centrale e un po' su quella sinistra; se vogliamo cercare un vantaggio in partenza, forse ce l'avevano i piloti schierati sul lato sinistro, come Jenson Button. Una posizione persa non è la fine mondo, ma lo spagnolo rimane vittima di un'infelice scelta del muretto Ferrari che lo richiama per non perdere la posizione su un Webber che non fa più paura a nessuno, quando i pericoli sono più avanti. Un muretto osannato a Monza, ma che non perde occasione di lasciare perplessi. Però quei 40 giri dietro a Petrov pesano, perché è vero che su quella pista è molto difficile sorpassare, ed è anche vero che forse la Ferrari aveva scelto una configurazione aerodinamica troppo carica per poter attaccare sul dritto, ma lui non ha mai portato un attacco deciso e convincente nei confronti del debuttante della Renault. La Ferrari non è stata la miglior monoposto dell'anno e il lavoro fatto per migliorarla è stato notevole, ma i mondiali non si vincono nell'attesa che siano gli altri a sbagliare regalando punti a raffica. Sfoga rabbia e amarezza su Petrov nel giro di rientro: un gesto inutile.

Felipe Massa
Qualcuno lo ha visto? sì, alla partenza, e dopo il pit stop. Una volta dietro ad Alguersuari sparisce nell'anonimato. Una gara anonima, come anonimo è stato il suo mondiale. Il brasiliano, costretto ad essere numero 2 nel team soprattutto per ragioni commerciali, sembra ricordarsi di essere in Formula 1 solamente a Hockenheim, nella giornata meno adatta per fare gli eroi. Il resto è buio totale, errori e prestazioni da dimenticare.

Qualche breve considerazione finale...

Migliori piloti dell'anno: Robert Kubica e Nico Rosberg
Il polacco, nonostante una vettura mediocre, non si è dato per vinto in partenza ed ha guidato con massimo impegno per tutta la stagione raggiungendo anche dei podi che alla vigilia del mondiale sembravano fuori portata per il ristrutturato team Renault. La costante presenza nella top 10 in qualifica (tranne ad Abu Dhabi), la consistenza mostrata in gara e la mancanza di errori ribadiscono le straordinarie capacità di questo simpatico pilota.
Rosberg aveva il difficile compito di battere lo scomodo compagno di squadra, cosa che ha fatto lavorando a testa bassa senza commettere errori. La Mercedes non è stata una gran vettura, ma lui ha saputo tirarne fuori il massimo. Farebbe piacere vedere questi piloti in lotta per il mondiale già dal prossimo anno con vetture più competitive.

Miglior debuttante: Vitaly Petrov (prima metà della stagione), Nico Hulkenberg (seconda metà).
Il russo ha lavorato bene ad inizio mondiale, raggiungendo presto la zona punti. Successivamente, forse anche a causa di pressioni interne legate al rinnovo del suo contratto, non ha più guidato con lucidità, rendendosi protagonista di numerosi incidenti che hanno inciso negativamente sulla sua stagione.
Il tedesco della Williams ha invece fatto un percorso inverso, partendo in difficoltà trovando poi la giusta strada per fare dei risultati e convincere dopo i trionfi ottenuti nelle categorie addrestative; la pole position in Brasile è certamente la perla della sua stagione.

Peggior pilota dell'anno: Michael Schumacher
La Mercedes scommette su di lui, pensando che riportarlo in pista sarebbe stata una garanzia per la vittoria del mondiale. Se non altro è una mossa che dal punto di vista pubblicitario ha un suo successo e sotto questo aspetto lo zio Bernie non può che esserne contento. Ma il cronometro non ha pietà: le prestazioni non arrivano, la velocità latita. A inizio stagione Ross Brawn si affretta a difenderlo parlando di ruggine da togliere, promettendo miglioramenti sostanziali dal GP di Spagna, al ritorno in Europa. Ma quel Gran Premio sarà solo un fuoco di paglia. Disputa così una stagione da comprimario di centro gruppo, e presto scompare anche l'entusiasmo della stampa che a inizio mondiale lo circondava non appena metteva il naso fuori dal box.

Miglior progetto: Red Bull
Era già una vettura valida nel 2009, quando nel finale di stagione aveva superato la BrawnGP. Il progetto di quest'anno eredita quanto di buono aveva questa monoposto, con le dovute modifiche per poter sfruttare il più possibile il famoso "diffusore col buco". Fanno tendenza rispolverando la soluzione degli scarichi ribassati e per tutto l'anno sono il punto di riferimento per tutti. Punti deboli: velocità di punta e affidabilità.

Miglior trovata tecnica dell'anno (nonché l'unica): McLaren (F-duct)
Lo si può ritenere pericoloso perché costringe i piloti a staccare la mano dal volante, ma l'F-Duct è stata l'unica invenzione degna di nota di questa stagione. La sospensione pull-rod, il motore inclinato, gli scarichi ribassati sono solo soluzioni riprese dal passato. Il resto è solo flessibilità dei compositi, microbandelle sulle ali o mini appendici alari sulle sospensioni. Un applauso per l'inventiva.

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