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26 luglio 2009
Era atteso un altro duello mondiale fra BrawnGP e Red Bull, con la previsione di un ritorno al vertice delle macchine bianche e gialle grazie anche a temperature più elevate, e di una conferma al top di Vettel e Webber, dominatori degli ultimi appuntamenti. Invece rispunta Hamilton che taglia per primo il traguardo davanti a Raikkonen, mentre i protagonisti del mondiale restano indietro. Bene Rosberg.
Ci eravamo quasi dimenticati della sua presenza a causa di una McLaren troppo al di sotto delle aspettative, afflitta da notevoli preblemi di aderenza, ma Lewis Hamilton ritorna alla vittoria grazie ad una gara disputata con ottima costanza, come ci aveva abituati lo scorso anno. I tempi effettuati nelle prove libere sembravano un bluff, invece dimostravano semplicemente che la McLaren si era presentata all’Hungaroring agguerrita e con serie intenzioni. Lewis ci regala l’unico sorpasso della gara ai danni di Webber, gira più veloce del leggerissimo Alonso e si invola verso una vittoria che gli mancava da un po’ di Gran Premi, per la felicità sua, del team, e della saltellante fidanzata. A completare il weekend positivo per il team di Woking ci pensa Kovalainen, più lento del compagno di squadra, ma ottimamente a punti. Non resta che attendere conferme sullo stato di salute della McLaren fra un mese a Valencia.
Conferme che non sono arrivate invece dalla Red Bull, le quali non hanno mai dato l’impressione di essere imbattibili come nei due precedenti Gran Premi. Vettel non è mai stato in gara, ritiratosi poi per guai tecnici probabilmente dovuti al contatto alla prima curva, segnando un altro pesante “zero” in classifica interrompendo il suo recupero su Button in classifica mondiale; Webber, che col risultato di oggi è l’unico che guadagna in ottica iridata, ha ottenuto il giro più veloce negli ultimi giri nel disperato e tardivo tentativo di recuperare su Raikkonen, ma il suo ritmo soprattutto con gomme dure non ha mai convinto.
Al contrario convincono Nico Rosberg e la Williams, cresciuta tecnicamente e capace di sfiorare il podio grazie anche ad un ritmo gara davvero consistente. Forse senza anticipare il secondo pit-stop Rosberg avrebbe potuto sopravanzare Webber, ma doveva poi resistere agli attacchi dell’australiano nel finale di gara. Il podio non sarà comunque lontano se i progressi tecnici proseguiranno con questa costanza. Meno bene Nakajima, ma non è una novità...
Nessuna novità neanche in casa BrawnGP, dove prosegue il momento difficile iniziato dal Gran Premio di Gran Bretagna, con il team incapace di ripetere le vittorie di inizio stagione e di reagire ai miglioramenti delle altre squadre. Era in parte previsto, a causa dello scarso budget e dell’organico ridotto, ma è strano vedere un team che ci aveva abituati ad inallelare una raffica di giri veloci, doversi accontentare di un settimo posto con un Jenson Button – la cui voce per radio è sempre più inquietante – che non può far altro che resistere fino alla fine. Barrichello parte in sesta fila, resta dietro e non riesce nel finale a passare Nakajima e Trulli nonostante l’evidente vantaggio che gli davano le gomme morbide rispetto ai suoi diretti avversari che correvano l’ultima parte di gara con le poco performanti gomme dure (menomale che le nuove configurazioni aerodinamiche dovevano favorire i sorpassi…). Hanno un mese di tempo per riorganizzarsi e reagire, altrimenti rischiano di perdere un mondiale dato per vinto dopo le prime sette gare.
Inaspettata, invece, la pole di Alonso, sebbene ottenuta anche grazie ad un quantitativo bassissimo di benzina. Strategia aggressiva per lo spagnolo ex campione del mondo, ma la speranza di scappare prima e ottenere punti poi, svanisce nei primi giri a causa del degrado dei propri pneumatici morbidi, e successivamente per l’errore al primo pit-stop; cose che capitano e Alonso comunque la prende bene. Complimenti comunque al trio della Rai per aver capito tutto quanto era accaduto dopo "solo" due giri.
Bene, anche se prestazioni complessive non mantegono le promesse di inizio anno, le Toyota di Glock e Trulli: partono pesantissimi dopo qualifiche niente affatto positive, corrono la prima parte di gara sornioni per poi dare un’imprevista zampata dalla seconda metà di gara. Un sesto ed un ottavo posto su cui pochi avrebbero scommesso.
Weekend a due facce per la Ferrari. Raikkonen agguanta un secondo posto buono per il morale del team che conferma i progressi tecnici, dopo una partenza fatta di spallate e una gara disputata con una guida sulle uova. Il ritmo è buono, anche se non impensierisce mai la leadership di Hamilton. Ma in quella seconda curva va largo troppo spesso.
Discorso a parte per l’incidente di Massa, sfortunata fatalità, ma con esito fortunato. Un episodio simile a quello vissuto da Berger al Gran Premio di Monza del 1995, quando il cameracar staccatosi dalla Ferrari di Alesi colpiva come un proiettile un portamozzo della vettura pilotata dall’austriaco. Anche in quell’occasione si discuteva sull’ipotesi che quella telecamerina poteva colpire il casco del pilota con conseguenze più drammatiche. 14 anni dopo la situazione si ripete, questa volta il dramma viene sfiorato ancora più da vicino ed è solo questione di millimetri se le notizie sono confortanti. L’episodio, insieme a quello più triste avvenuto in F2 a Brands Hatch la settimana scorsa e alla ruota staccatasi dalla Renault di Alonso, reintroduce prepotentemente il tema della sicurezza nell’automobilismo: sebbene sia stato fatto molto negli ultimi anni - di questo bisogna dare atto alla FIA - rimane sempre distante il 100% di livello di sicurezza in uno sport pericoloso di natura. Fa pensare che incidenti mortali e gravi, càpitino insieme nel giro di pochi giorni; come 15 anni fa.