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27 aprile 2009
Si chiude la lunga trasferta fuori dall’Europa con una gara pulita ma noiosa, segno che le nuove regole mirate a migliorare lo spettacolo non sono poi così miracolose. Bene Toyota e BrawnGP, che torna alla vittoria; Ferrari in leggerissima ripresa; male la Williams. Tonfo colossale in casa BMW.
Chi sale...
BrawnGP
Non hanno fatto il vuoto, ma ritornano comunque sul gradino più alto del podio con una condotta di gara regolare e senza esagerazioni. Non sprecano e portano a casa un altro bel risultato.
Jenson Button
Come ormai ci ha abituati, non fa miracoli, ma ottiene il massimo, senza sprecare e sfruttando, quasi con troppa tranquillità, tutto il potenziale del proprio pacchetto. Dopo quattro gare ha già tre vittorie e un terzo posto, una media che in genere porta alla conquista del titolo iridato. Ma gli altri non sono distanti e miglioreranno: la BrawnGP dovrà quindi continuare a fornigli materiale competitivo, cosa non proprio garantita da una squadra piccola e giovane.
Rubens Barrichello
Molto spesso i piloti sono da biasimare per le loro dichirazioni alla stampa, così vuote, ovvie, fin troppo banali, con l’addetto stampa sempre appiccicato al fianco col registratore in mano. Farebbe piacere che ogni tanto uscissero da questi schemi imposti dal marketing e fossero più sinceri evitando di ripetere frasi scontate imparate a memoria. Rubens nel dopogara è stato, una volta tanto, sincero, vero. Va bene, Piquet stava facendo la sua gara ed aveva tutto il diritto di difendere la propria posizione, per altro senza commettere scorrettezze, per cui era dovere di Barrichello fare di tutto per mettere il muso della sua Brawn, davanti a quello della Renault. Anche se a torto, ha però parlato senza maschere. Al di là dell’episodio, in gara è più lento di Button, e non si sa quanto lo abbia aiutato il cambio di strategia che lo ha portato a fare una sosta in più.
Toyota
Probabilmente sono loro i più veloci per tutto il Gran Premio, capitalizzando quanto avevano fatto a Sakir quest’inverno nelle sessioni di prova in cui si erano spesso dimostrati competitivi. Spreacano però, perché quella scelta di fare il secondo stint, lungo per altro, con i poco competitivi pneumatici duri, è costata cara. Un’occasione persa, ma la monoposto resta uno dei progetti più validi.
Jarno Trulli
E’ protagonista al sabato, grazie anche ad una vettura leggera e in gara restiste come può con le gomme dure. Il terzo posto finale, però, gli sta un po’ stretto, anche troppo.
Timo Glock
Riesce a partire meglio rispetto a Trulli e comanda la gara fino al primo pit-stop. Poi, però, non ha la stessa tenacia di Jarno nel guidare con le poco competitive gomme dure e perde progressivamente terreno. Nel finale, con Raikkonen, poteva provarci di più.
Red Bull
Non sono stati impeccabili come in Cina, ma almeno con Vettel portano a casa un secondo posto prezioso. Il tedesco ha guidato sempre al limite, talvolta superandolo, per portare a casa più punti possibili. Meno bene Webber, la cui gara, però, era già compromessa al via dopo una qualifica disastrosa. Li rivedremo sicuramente protagonisti in Spagna.
McLaren
Un quarto posto non è molto, se si pensa di quale squadra si sta parlando, ma considerando dove erano in Australia, e guardando i progressivi miglioramenti, non si può non dire che stiano lavorando nella giusta direzione per cercare di uscire quanto prima dalla crisi in cui sono piombati. La quarta piazza a 20 secondi dal primo, senza safety car durante la corsa, non è quindi un brutto risultato per Lewis Hamilton, che si impegna sempre al massimo anche se in ballo ci sono solo una manciata di punti. In ombra invece Kovalainen che in questa stagione sta deludendo molto.
Ferrari
Come per la McLaren, parlare di miglioramento quando a fine gara i punti ottenuti sono solo tre suona molto strano. Il team, però, fa tesoro dei dati raccolti nel corso delle sessioni invernali, e porta a casa i primi punti della stagione dopo tre gare disastrose. L’affidabilità, però, continua a mancare, e i problemi tecnici hanno ancora una volta afflitto Felipe Massa per tutta sua gara, rovinata per altro con un contatto al via proprio col compagno di squadra. Kimi Raikkonen, invece porta a casa i primi punti resistendo ai poco incisivi attacchi di Glock nel finale. Il weekend per la scuderia di Maranello non è un granché, abituata a ben altri risultati, ma visto il periodo difficile che sta attraversando non può che accontentarsi e partire per la Spagna nella speranza che il nuovo pacchetto aerodinamico possa migliorare la competitività della monoposto. Ma gli altri non staranno a guardare
Force India
E’ vero, anche questa volta restano fuori dai punti e doppiati. Ma non si qualificano in ultima fila e non arrivano ultimi. E’ già qualcosa per questo piccolo team abituato ad essere il fanalino di coda del gruppo.
Chi scende...
Renault
Il team francese prosegue il mondiale 2009 con un’altra gara nell’anonimato. Non si può puntare il dito sui piloti, è il pacchetto a dimostrarsi nuovamente scadente. Fernando Alonso fa quello che può, mentre Piquet, che forse sente odore di licenziamento, disputa forse la sua migliore gara dall’inizio dell’anno evitando di occupare le ultime posizioni in attesa del doppiaggio. Urge una rapida inversione di tendenza.
Toro Rosso
In Cina avevano disputato un bel weekend; in Bahrain non li abbiamo praticamente visti e non si può dire che non abbiamo fra le mani una vettura lenta: Vettel docet. Bourdais è sempre più lento in qualifica rispetto a Buemi, ma si rifà in gara, forse sentendo il fiato sul collo di Bruno Senna o di Pantano.
Williams
Rosberg è sempre un missile nelle libere, ma poi? In qualifica riesce ad entrare sempre nel Q3, sessione che poi compie con un notevole carico di carburante, cosa che gli impedisce di occupare le primissime file dello schieramento; serve forse un strategia più aggressiva. In gara non preoccupa nessuno e taglia il traguardo senza prendere punti. Eppure in Malesia conducevano la prima parte di gara, mostrando un pacchetto molto valido. Devono tornare almeno a quei livelli prestazionali e devono lavorare anche sul versante affidabilità: per settimane è stata impeccabile, ma da due gare Nakajima è costretto al ritiro; sempre che non stiano sperimentando nuove componenti sulla vettura del giapponese, che tanto durante la gara non va oltre il 12° posto.
BMW
Ci avevano illusi in Australia, con quel "quasi-podio" di Robert Kubica. Dopo le amarezze del Gran Premio di Cina, la scuderia bavarese ha toccato il fondo con una prestazione inguardabile, battuti anche da Toro Rosso e Force India, doppiati, ultimi. E i cambi di ala anteriore non fanno altro che aggravare una situazione tecnica delicata. Sono stati fra i più insistenti nel volere il Kers, nel credere in questo dispositivo che sembra ora essere il principale indiziato di prestazioni così scadenti; ma sarà solo quello o è l’intero pacchetto a non funzionare? Come Ferrari e Toyota, avevano percorso diversi chilometri quest’inverno sulla pista di Sakir, ma non sono stati in grado di sfruttarne il vantaggio come gli altri due team. Durante la presentazione avevano promesso di lottare per il titolo; tornando dal Bahrain, si fermeranno qualche ora presso il Muro del Pianto, poi in direnzione Barcellona, immergeranno le due monoposto nelle piscine di Lourdes.